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Gaming globale: Lottomatica e Cirsa fanno squadra
Lottomatica ha raggiunto un accordo vincolante per una fusione per incorporazione con la spagnola Cirsa Enterprises, interamente in azioni, che valorizza Cirsa circa 2,8 miliardi di euro e darà vita al secondo operatore quotato al mondo nel gaming e nelle scommesse sportive. Gli azionisti di Cirsa riceveranno 0,668 nuove azioni Lottomatica per ogni azione posseduta, con un premio implicito di circa il 21% rispetto alla quotazione precedente. Il gruppo combinato prevede un EBITDA rettificato pro forma di circa 2 miliardi di euro e ricavi annui superiori a 4,4 miliardi, con sinergie di cassa ante imposte attese a regime per circa 115 milioni all’anno. Gli attuali azionisti di Lottomatica deterranno circa il 67,5% della società risultante, mentre Blackstone, principale azionista di Cirsa, avrà circa il 24%, diventando il maggiore azionista individuale. Prima del perfezionamento dell’operazione, Cirsa distribuirà un dividendo straordinario da 262 milioni di euro. All’annuncio, il titolo Lottomatica ha perso circa il 10%, scendendo a 22,38 euro, mentre Cirsa è salita del 15,1% a 15,70 euro.
Guglielmo Angelozzi — CEO di Lottomatica — ha dichiarato:
Italia e Spagna sono due dei migliori mercati del gaming al mondo. Questa fusione è un’opportunità enorme per tutti, in tutti i segmenti del gioco, con una forte spinta nell’online, che sarà tra i segmenti su cui punteremo di più e che crescerà maggiormente. […] Come Lottomatica disponiamo delle migliori tecnologie, che consentiranno l’espansione e il rafforzamento della società. Lottomatica ha una storia lunga e stiamo costruendo un percorso di almeno altri 10 anni.
Antonio Hostench — CEO di CIRSA — ha dichiarato:
Operiamo in Spagna, un mercato con grande potenziale di crescita. È una fusione che avrà ottimi risvolti per tutti, tra due aziende leader nel proprio settore. L’unione delle due compagnie consentirà di accelerare la strategia omnichannel, con espansione in tutti i settori con particolare rafforzamento nell’online. […] Faremo parte di uno dei più grandi gruppi al mondo nel gaming e condivideremo la strategia di crescita a lungo termine di Lottomatica. In Italia operiamo tramite Eplay24 e la fusione con Lottomatica consentirà al brand di rafforzarsi ancora di più.
Silicon Valley chiama Milano: il ritorno di Kong
Kong, la società di infrastrutture API fondata da Augusto Marietti e Marco Palladino, è oggi valutata 2 miliardi di dollari e ha sede a San Francisco. Le sue radici risalgono a Mashape, avviata a Milano oltre quindici anni fa dai due fondatori. Nel 2024 Kong ha chiuso un round da 175 milioni di dollari a una valutazione di 2 miliardi, portando la raccolta complessiva a 345 milioni di dollari. Il finanziamento è stato guidato da Tiger Global e Balderton, con il sostegno anche di investitori già presenti come Andreessen Horowitz. Kong conta circa mille dipendenti ed è presente in 28 Paesi. Nel luglio 2026 ha aperto una nuova sede a Milano, destinata a fungere da hub di ingegneria per R&S, innovazione di prodotto e customer success. L’azienda si prepara inoltre a una possibile quotazione negli Stati Uniti.
Augusto Marietti — CEO e co-founder di Kong — ha dichiarato:
Il piano era raccogliere magari un piccolo round in Italia e fare a Milano un primo prodotto, ma per due anni non è arrivato nulla. Nel 2010 abbiamo fatto la nostra grande scommessa: visto turistico per tre mesi per andare alla ricerca di capitali. Lungo il percorso abbiamo incontrato i nomi che hanno fatto la differenza, come Travis Kalanick di Uber. Ci sarebbe piaciuto fare un prototipo in Italia, ma la Silicon Valley ha una community che ci ha fatto crescere molto più rapidamente.
Armani, un anno dopo: la quota vale fino a 7 miliardi
Il gruppo Giorgio Armani viene valutato tra 5 e 7 miliardi di euro da banchieri e advisor consultati da Reuters, a un anno dalla morte del fondatore, scomparso a 91 anni il 4 settembre 2025. Il testamento prevede la cessione di una prima quota di circa il 15% tra 12 e 18 mesi dalla morte, seguita da una quota maggiore o dalla quotazione in borsa. Nell’ultimo anno i ricavi sono scesi del 2,8% a cambi costanti, a 2,2 miliardi di euro, con una liquidità netta di 500 milioni a fine 2025. Come possibili acquirenti figurano LVMH, EssilorLuxottica e L’Oréal, già legate al marchio da accordi di licenza che l’anno scorso hanno generato quasi 2 miliardi di euro di ricavi complessivi. Il nuovo CEO Giuseppe Marsocci lavora a un nuovo piano industriale per il gruppo.
Gonzalo Brujó — CEO della società di consulenza Interbrand — ha dichiarato:
Gli accordi di licenza con L’Oréal ed EssilorLuxottica sono stati redditizi. Con il mercato che richiede punti di accesso più accessibili, come accessori e prodotti di bellezza, mentre la spesa dei consumatori si riduce, queste aree mostrano un forte potenziale di crescita continua.
Francesco Fiorese — partner della società di consulenza Simon-Kucher — ha dichiarato:
La continuità è la scelta giusta per superare il primo anno. Diventa, o potrebbe diventare, un rischio se si trasforma in inerzia. La vera prova per l’azienda sarà passare da un modello di successione basato sull’eredità di Giorgio Armani a un sistema più autonomo, capace di prendere le proprie decisioni pur continuando a preservare l’identità del marchio.
È tutto,
la redazione dell’Insalata di CEO




