L'Insalata di CEO | 07.06.2026
Questa settimana: cambio al vertice di Alexander McQueen, A2A punta sulle infrastrutture digitali, e Intesa Sanpaolo analizza 485 startup attive nella transizione ecologica.
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Gianfranco D’Attis nuovo CEO di Alexander McQueen
Kering ha nominato Gianfranco D’Attis nuovo CEO di Alexander McQueen, nel quadro della riorganizzazione della propria divisione moda. D’Attis arriva con un profilo costruito nel lusso: ha lavorato in Prada, dove è stato CEO del brand, e in precedenza ha ricoperto ruoli di alta direzione in LVMH e Richemont tra Asia, America ed Europa. La nomina arriva in una fase di transizione per Alexander McQueen, dopo l’uscita di Sarah Burton nel settembre 2023 e l’arrivo di Sean McGirr. Kering punta a rafforzare il posizionamento del brand con collezioni più mirate, rete retail ottimizzata e organizzazione semplificata.
Luca de Meo — CEO di Kering — ha dichiarato:
Il profilo di D’Attis riunisce una potente combinazione di visione strategica, rigore operativo e profonda conoscenza del settore del lusso. La sua capacità di consolidare l’identità del marchio, allo stesso tempo in cui dà impulso a un’esecuzione disciplinata, sarà fondamentale per riorientare Alexander McQueen e liberare tutto il suo potenziale.
A2A punta sui data center
A2A inserisce i data center dentro la propria strategia industriale, collegandoli ai due pilastri del gruppo: transizione energetica ed economia circolare. L’azienda ha previsto 1,6 miliardi di euro nel piano per investire direttamente nelle infrastrutture, con l’obiettivo di partecipare allo sviluppo del mercato italiano dei data center. Oggi in Italia ci sono 168 data center per 570 megawatt installati, ma le stime citate indicano una crescita verso 2,5-4 gigawatt, concentrata soprattutto in Lombardia. Il vantaggio competitivo di A2A passa da connessioni in alta tensione, generazione elettrica e recupero del calore per il teleriscaldamento.
Renato Mazzoncini — CEO di A2A — ha dichiarato:
I data center entrano nel pilastro dell’economia circolare perché sono una frontiera che in Europa dobbiamo affrontare, ma anche un’opportunità dal punto di vista energetico. Abbiamo un posizionamento, in termini di capacità di connessione e generazione, che può fortemente accelerare lo sviluppo. In Italia potremmo arrivare a quasi 800 mila appartamenti scaldati con calore di recupero da data center.
Intesa Sanpaolo fotografa il limite delle startup green
La nuova ricerca del Blue Economy Monitor di SDA Bocconi, promossa da Intesa Sanpaolo e presentata alla Venice Climate Week, analizza 485 startup innovative attive nella transizione ecologica, pari a circa il 4% del panorama nazionale. L’84% opera nel cleantech, il 13% combina tecnologie verdi ed economia del mare e il 3% è focalizzato solo sulla blue economy. I settori più rappresentati sono energia con il 30%, tecnologie digitali come AI e IoT con il 27% ed economia circolare con il 18%. Il nodo principale resta la crescita: servono più capitali, venture capital, corporate venture capital, fondi europei e internazionalizzazione.
Francesco Perrini — Direttore del Blue Economy Monitor — ha dichiarato:
La vera sfida è oggi dimensionale. […] Occorre trasformare un ecosistema vivace di startup in campioni industriali capaci di competere sui mercati globali.
È tutto,
la redazione dell’Insalata di CEO




