L'Insalata di CEO | 18.01.2026
Questa settimana: l’intelligenza artificiale entra nei supermercati per fermare i furti, Dacia punta il dito contro l'Europa per il caro auto e un cambio ai vertici del retail globale scuote Walmart.
Questa settimana: l’intelligenza artificiale entra nei supermercati per fermare i furti, Dacia punta il dito contro l'Europa per il caro auto e un cambio ai vertici del retail globale scuote Walmart.
L’AI che guarda gli scaffali (e i ladri)
Una nuova startup sta trasformando la sicurezza nella grande distribuzione, utilizzando l’intelligenza artificiale per analizzare in tempo reale i flussi video delle telecamere di sorveglianza. Il sistema non si limita a registrare, ma identifica comportamenti sospetti – come nascondere prodotti in borse o tasche – inviando alert immediati al personale di sicurezza.
Una soluzione che risponde a un problema da miliardi di euro per il retail fisico, promettendo di abbattere drasticamente le differenze inventariali senza invadere la privacy dei clienti (l’analisi è comportamentale, non biometrica).
Tommaso Berritto — co-founder di Blindzone — ha dichiarato:
Blindzone è un software che si allaccia alle telecamere già in uso. Non c’è alcun sensore e tutto funziona in locale, senza appoggiarsi al cloud. Ci agganciamo alle telecamere di negozi e supermercati e i nostri algoritmi fanno action prediction. […] Non è la telecamera che scova il ladro nel supermercato. C’è sempre il double check, con un professionista nella sala operativa che fa il controllo sul segmento segnalato dall’algoritmo. E questo perché bisogna rispettare l’AI Act.
I primi dati sono decisamente incoraggianti. Sfruttando la potenza di calcolo di oltre 200 GPU di ultima generazione, l’algoritmo di Blindzone ha ottimizzato drasticamente l’efficienza operativa: il tempo dedicato dagli addetti al controllo video è crollato del 96,3%, mentre le differenze inventariali si sono ridotte del 40%.
Dacia contro i rincari “Made in EU”
La CEO di Dacia è intervenuta a gamba tesa sul tema del caro prezzi nel settore automotive, smontando la narrazione dell’inflazione come unica colpevole. Secondo il vertice della casa automobilistica del gruppo Renault, una fetta consistente degli aumenti non è dovuta a costi industriali o materie prime, ma alla regolamentazione.
Le normative di sicurezza e ambientali (come la GSR2) imposte da Bruxelles avrebbero costretto i costruttori a dotare anche le vetture entry-level di tecnologie costose, alzando inevitabilmente l’asticella del prezzo d’accesso alla mobilità.
Katrin Adt — la CEO di Dacia — ha dichiarato:
Diciamo sempre all'interno del team Dacia, quando parliamo di prodotti futuri, che non stiamo facendo una gamma di prodotti per i regolamenti UE, la stiamo facendo per le esigenze dei nostri clienti. [...] Siamo tutti contro i troppi regolamenti, quindi chiediamo un mercato equo e una concorrenza leale. [...] Le auto stanno diventando sempre più costose, il 40 per cento degli aumenti di prezzo che abbiamo visto negli ultimi cinque anni sono dovuti ai regolamenti. Penso sia una buona idea avere quel congelamento dei regolamenti.
Walmart International perde la sua guida
Terremoto ai vertici del gigante mondiale del retail. Kath McLay, CEO di Walmart International, lascerà l’azienda, segnando la fine di un mandato che ha visto la divisione internazionale crescere e adattarsi a un mercato globale sempre più frammentato e complesso.
La manager, che ha guidato l’espansione e il consolidamento delle operazioni fuori dagli Stati Uniti, passa il testimone in una fase cruciale per il gruppo, impegnato a competere con l’e-commerce globale e a gestire le catene di approvvigionamento post-pandemiche.
Kathryn McLay — la ex CEO di Walmart International — ha dichiarato:
È stato un privilegio lavorare presso Walmart nel corso dell'ultimo decennio. […] I ruoli che ho ricoperto in azienda sono stati straordinari, pieni di opportunità di avere un impatto sulle comunità, toccare vite, servire clienti e membri, e guidare con un senso di scopo. Walmart mi ha fornito la capacità di fare una reale differenza nel mondo, e sono veramente grata. L'ho detto prima, e lo credo più che mai: il mondo è un posto migliore perché Walmart ne fa parte.
È tutto,
la redazione dell’Insalata di CEO




