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Treni più puntuali: +8 punti sull’estate 2024
Oltre il 76% di puntualità nei tre mesi estivi, con un miglioramento di 8 punti percentuali rispetto all’estate 2024. È il bilancio tracciato da Aldo Isi, amministratore delegato di RFI (Rete Ferroviaria Italiana), durante un punto stampa allo stand FS a InnoTrans, a Berlino. L’estate 2026 segna un nuovo passo avanti rispetto al 2025, a sua volta già in sensibile miglioramento sul 2024. Il risultato arriva dopo un avvio d’anno in cui la puntualità era già in crescita.
Aldo Isi — Amministratore delegato di Rfi — ha dichiarato:
È stata un’estate molto difficile, perché ha avuto temperature elevatissime rispetto agli anni precedenti. La buona notizia è che è stato un 2026 in miglioramento rispetto al 2025, che era già in sensibile miglioramento rispetto al 2024: vuol dire che siamo sulla strada giusta.
Minibond e basket bond: la ricetta di Cdp
Nell’ultimo decennio lo stock dei finanziamenti bancari alle imprese italiane si è ridotto di circa il 25%; nello stesso periodo, il rapporto tra credito bancario e PIL è sceso dal 50% a circa il 27%. A citare i numeri è Dario Scannapieco, amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti, a margine del roadshow “Insieme per il futuro delle imprese” di CDP e Confindustria, al Teatro Massimo di Palermo. CDP offre inoltre strumenti di mercato alternativi al credito bancario, come basket bond e minibond, che consentono alle imprese di accedere direttamente al mercato disintermediando il canale bancario; alcune imprese siciliane li hanno già utilizzati.
Dario Scannapieco — Amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti — ha dichiarato:
Non mettiamoci a fare confronti tra Nord e Sud: quello che è evidente è che abbiamo un gap di produttività in certe fasce di imprese e c’è ancora tanto da fare. […] Fa molto piacere vedere che c’è un risveglio anche in imprese tecnologicamente avanzate al Sud: in Sicilia il programma di accelerazione di Cdp ha seguito 21 startup.
Moda, 3.000 imprese perse nel 2026
Circa il 10% di fatturato perso in tre anni: il giro d’affari della moda italiana è sceso da oltre 100 a circa 92-93 miliardi di euro. A tracciare il quadro è Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, alla vigilia della Milano Fashion Week (22-28 settembre, oltre 210 appuntamenti). Pesano guerre, dazi americani, dollaro debole e rallentamento cinese. Sul fronte dell’ultra fast fashion, Capasa ha dichiarato che lo scorso anno in Europa sono arrivati circa 5 miliardi di pacchi sotto i 150 euro, di cui un miliardo in Italia.
Carlo Capasa — Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana — ha dichiarato:
In Italia è arrivato circa un miliardo di pacchi, più del numero di pezzi che l’Italia produce ogni anno, a prezzi bassissimi e senza controlli. […] Perché questi prodotti possono arrivare quando noi abbiamo limiti anche per esportare i nostri o per consumarli in Europa? Se non interveniamo, siamo penalizzati dalle nostre stesse regole.
È tutto,
la redazione dell’Insalata di CEO




