L'Insalata di CEO | 29.03.2026
Questa settimana: cambiano i vertici di Nexi, Mundys riorganizza la governance sotto la guida di Alessandro Benetton e Andersen Italia completa la sua trasformazione.
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Nexi cambia guida
Bernardo Mingrone assume la carica di amministratore delegato di Nexi, succedendo a Paolo Bertoluzzo dopo un mandato decennale. Il cambio avviene in una fase di forte pressione per il gruppo: l’assetto azionario è mutato con l’uscita dei fondi storici (Bain, Advent e Clessidra), lasciando il controllo a Hellman & Friedman (22,23%) e Cassa Depositi e Prestiti (19,14%). Mingrone, interno al gruppo dal 2016 come CFO, punta sulla continuità operativa per stabilizzare il mercato dopo la reazione negativa (-16,6%) al recente piano industriale. Per segnalare fiducia nel potenziale inespresso, il nuovo CEO ha avviato un piano di acquisto personale di azioni della società.
Bernardo Mingrone — CEO di Nexi Payments — ha dichiarato:
Nexi svolge un ruolo essenziale nell'ecosistema dei pagamenti e parte da fondamenta solide: una scala unica a livello europeo, una forte capacità di generazione di cassa e un significativo potenziale di crescita, in un mercato in rapida evoluzione. […] Sono certo che, grazie alla qualità e all'impegno delle nostre persone, continueremo a rafforzare il nostro posizionamento e a creare valore nel tempo.
Mundys: Alessandro Benetton alla presidenza
Il gruppo Mundys (ex Atlantia) definisce il nuovo assetto di governance in vista dell’assemblea del 30 marzo. Secondo le indicazioni emerse alla vigilia, Alessandro Benetton è destinato alla presidenza della holding infrastrutturale, mentre Andrea Mangoni va verso la conferma come amministratore delegato e direttore generale per il prossimo triennio. Il nuovo consiglio di amministrazione dovrebbe riflettere gli equilibri tra i principali soci, con rappresentanti espressi da Blackstone e con l’ingresso dell’economista Carlo Cottarelli indicato da Fondazione CRT. Giampiero Massolo, presidente uscente, dovrebbe assumere il ruolo di vicepresidente del gruppo.
Andersen Italia completa la metamorfosi aziendale
Andersen Italia abbandona il modello tradizionale dello studio associato per trasformarsi in Società tra Avvocati (STA). L’operazione risponde alla necessità di gestire una struttura che nel 2026 ha raggiunto un fatturato di 42 milioni di euro e un organico di 385 persone. La nuova forma giuridica consente di superare i limiti della contabilità per cassa, permettendo la redazione di budget aziendali, il consolidamento delle tre business unit (Tax, Legal e Corporate Finance) e il reinvestimento degli utili.
Andrea De Vecchi — CEO di Andersen Italia — ha dichiarato:
Quando si arriva a fatturati importanti e a centinaia di professionisti e di dipendenti, la gestione per cassa - tipica dello studio associato - diventa complessa, rende difficoltosa la pianificazione e la redazione dei budget, richiede complesse operazioni di rendicontazione per competenza, i cui risultati sono disallineati rispetto all’imposizione fiscale.
È tutto,
la redazione dell’Insalata di CEO




